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Fase di paranoia totale e seghe mentali: capitolo 3 del Prelicenziamento

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La mia analista (della ASL precisiamo), mi dice di utilizzare questo periodo come un periodo di crescita interiore e di sperimentazione, di cercare cercare cercare da subito, e non limitarmi all’Italia, il mondo è grande e bello e non vale la pena di limitarsi a ciò che già conosco.

Capisco benissimo che non poteva compatirmi per un’ora e cercava di aprire la mia mente, e riconosco che tutto ciò che dice è vero, infatti ho promesso di fare una lista di tutti i metodi per trovare lavoro e ho portato subito il curriculum a quello che per me over 30 si chiama ancora ufficio di collocamento, mi sono iscritta sul sito di due agenzie interinali e sto cercando in tutti i modi di essere ottimista contro il mio carattere, negativo per natura.

Un tarlo mi consuma il cervello in queste ore: (moltissimi in effetti fosse solo uno)

Come farò a lavorare in questo posto dove mi buttano fuori a febbraio, perchè non sono già a bussare alle porte di altri posti?

Devo chiedere al mio datore di lavoro se mi sta buttando fuori per colpa mia, o davvero non ci sono i soldi? (questa in particolare mi ossessiona)

come farò???

Come ricevere un preavviso di licenziamento e cercare di non uccidersi capitolo 2

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Conto in banca: 0 (ma non è un conto in banca ma un libretto postale altrimenti sarei in rosso per le spese del conto)

Stipendi arretrati: agosto e settembre

Considerazioni:

1) Se si ascoltano le statistiche la mia laurea vale tanto,  ed è merce pregiatissima essendo una laurea in discipline scientifiche, (almeno rispetto alle discipline umanistiche). Davvero, dico io? Boh, il mio studio chiude perchè non riesce a sostenere le spese, la statistica è una materia altamente aleatoria.

2)La gente mi dice: sei davvero in gamba, tu non avrai problemi, oppure chiusa una porta si apre un portone, frasi di questo tipo, e davvero sono gentili e preoccupati, ma a parte l’essere senza soldi davvero, quindi non potere permettersi 20 euro di benzina tutti insieme,  e quindi  non solo per il piacere di comprarsi qualcosa, che è già drammatico di per se, la cosa più orrenda per me è che mi è stata tolta quella pochissima speranza e sicurezza che un contratto part-time a tempo determinato mi dava.

3)Domani inizio a bussare ad un paio di portoni…vedremo come andrà questa ricerca.

Come ricevere un preavviso di licenziamento e cercare di non uccidersi capitolo 1

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I miei colleghi di lavoro mi dicono che sono una professionista del pessimismo, ed è vero: purtroppo, una vita passata a preoccuparmi mi ha messo un velo nero davanti agli occhi.

Ma credetemi ci provo ad essere ottimista….ci provo.

oggi ore 10 e 30 al telefono col mio capo:

“Capo, senta, vorrei dirle che ho 2,50 euro per mangiare, la macchina in riserva e il cellulare senza credito “(apocalittico ma vero purtroppo, senza stipendio dal 16 Agosto, ultimi risparmi usati per pagare l’assicurazione della macchina).

Mi ha risposto che avrebbe posto rimedio.

E’ arrivato, mi ha dato 100 euro facendomi notare che li ha prelevati dalla sua personale carta di credito, e poi è arrivata la mazzata:

“Comincia a cercarti un altro lavoro, non stiamo incassando nulla, non riesco a sostenere le spese, quando scade il tuo contratto, probabile che non possa rinnovartelo, purtroppo non posso tenere anche te.”

Subito dopo di me la mazzata è stata per l’altro mio giovane collega, non era una cosa strettamente connessa con me, e ciò che dice è vero.

Dopo una mezzora, quando il capo era già andato via le lacrime mi sono venute da sole e mi sono chiusa in bagno.

Per ora sinceramente vedo solo scenari apocalittici e non so da dove iniziare…mi mancano le forze. Spero di riuscire a riprendermi e non arrendermi perchè la stanchezza in questo istante supera ogni cosa. Stanchezza di dovere combattere una guerra per fare il mio mestiere, stanchezza per avere superato i 30 abbondantemente ed avere in mano nulla.

Qualcuno ci ha chiamato la generazione dei depressi. Forse è vero che lo siamo, ma forse la colpa non è tutta nostra, che dite?

Italia di oggi: lavoro da laureata 5,625 euro/ora Vs. Patonza di Ruby 5 milioni di euro

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Non ho un odio particolare verso le prostitute e non credo a storielle di dignità e morale: se hai il coraggio di guadagnarti il pane in questo modo, se dopo non schifi il sesso, se non hai paura dell’opinione degli altri, complimenti per  il fegato e per il pelo sullo stomaco.

Io per esempio non l’ho mai avuto: ma devo ammettere con me stessa che probabilmente se non avessi terrore di malattie, di psicopatici, di essere additata come una prostituta e perdere la considerazione sociale, di cui tutti in maniera minore o maggiore ci nutriamo, chissà. Dignità? Cosa è in realtà? quando mi dicono questa parola ogni volta ci penso e penso ai soldi….e dico boh….ma ormai, ho scollinato i 30 da parecchio, e anche se mi dicono che non sono da buttare via…per certe cose serve la carne giovane.

Ma per quanto riguarda il lavoro io mi ritenevo davvero fortunata: faccio esattamente il lavoro per cui ho studiato e che ho scelto, chun lavoro che volevo fare sin da piccola, un lavoro difficile, ma mai noioso. E non mi sono mai illusa che sarebbe stato facile dopo la laurea.

Ma più pessimista di Leopardi, immaginavo che il mio lavoro sarebbe valso poco: sapevo che se non hai alle spalle soldi, baronati, conoscenze importanti, la strada è non una dolce collina ma una montagna di quelle di Marte con altezze incredibili (Olympus Mons,24 km di altezza).

Mai mi sono illusa che sarei diventata ricca però desideravo comunque comprarmi una piccola casa e avviare una mia attività, pensavo che un giorno ce l’avrei fatta, lavorando sodo.

Invece ai giorni nostri, in Italia, quando vieni scaraventato nel mondo del lavoro dopo la laurea cominci a chiederti cosa ne sarà di te: cominci a comprare libri che trattano di argomenti come non pensare al domani e vivere giorno per giorno, perchè lo stipendio è così basso da impedirti veramente ogni possibilità di futuro e anche di presente, e i genitori devono aiutarti a fare fronte alle spese che affronti per andare a lavorare.

Spesso non si sa, anche da Atei, a che Santo votarsi.

Se faccio come dice il ministro, e vado al mercato a scaricare frutta, farò la cosa giusta? potrò riprendere il mio lavoro dopo o perderò tutta la pratica accumulata? o molto semplicemente mi adeguerò e metterò i sogni nel cassetto?Volere fare il mio lavoro dimostra che sono pigra? Devo partire dall’Italia e sdradicarmi? Devo partire dal mio mondo e spezzarmi il cuore? Devo rimanere e lottare? ogni tanto penso che qui tra poco non rimarrà più nessuno,  tutti pian piano gettano tristemente la spugna, e io francamente li capisco bene.

Ecco l’unica mia domanda in tutta questa storia di orge del premier, che francamente sta nauseando:  perchè il mio lavoro, un lavoro per il quale è richiesta una laurea, una specializzazione, anni e anni di sacrifici, vale zero rispetto a quello di una escort? Non vale almeno un contratto stabile, e 1200 euro al mese? ( Non scherzo se dico che ora come ora Mi sentirei non ricca ma sicuramente più tranquilla con una cifra del genere, lontana varie centinaia di euro dal mio stipendio attuale). e questa io non la chiamo dignità ma incazzatura davanti all’ingiustizia: il mio lavoro è utile a molte persone e non vale nulla. La patonza della nipote di Mubarak,  della miss Montenegrina, di Noemi e di tutto l’esercito di Veline è una merce pregiatissima invece. Sarà una patonza placcata oro 24 carati, o solo a vederla ti vengono 20 orgasmi. Misteri della vita.

Ora guadagno una cifra che per metà va via in benzina, soldi per stare tutto il giorno fuori perchè sono una pendolare doc,  e il resto non mi permette non solo di chiedere un mutuo, ma non mi permette neanche di pagare un affitto di una stanza. Attività mia poi…con quali soldi?

Come ho sentito dire alla Dandini: era meglio fare un corso di Lap Dance o farsi il mazzo tanto studiando e studiando e studiando?