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Italia di oggi: lavoro da laureata 5,625 euro/ora Vs. Patonza di Ruby 5 milioni di euro

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Non ho un odio particolare verso le prostitute e non credo a storielle di dignità e morale: se hai il coraggio di guadagnarti il pane in questo modo, se dopo non schifi il sesso, se non hai paura dell’opinione degli altri, complimenti per  il fegato e per il pelo sullo stomaco.

Io per esempio non l’ho mai avuto: ma devo ammettere con me stessa che probabilmente se non avessi terrore di malattie, di psicopatici, di essere additata come una prostituta e perdere la considerazione sociale, di cui tutti in maniera minore o maggiore ci nutriamo, chissà. Dignità? Cosa è in realtà? quando mi dicono questa parola ogni volta ci penso e penso ai soldi….e dico boh….ma ormai, ho scollinato i 30 da parecchio, e anche se mi dicono che non sono da buttare via…per certe cose serve la carne giovane.

Ma per quanto riguarda il lavoro io mi ritenevo davvero fortunata: faccio esattamente il lavoro per cui ho studiato e che ho scelto, chun lavoro che volevo fare sin da piccola, un lavoro difficile, ma mai noioso. E non mi sono mai illusa che sarebbe stato facile dopo la laurea.

Ma più pessimista di Leopardi, immaginavo che il mio lavoro sarebbe valso poco: sapevo che se non hai alle spalle soldi, baronati, conoscenze importanti, la strada è non una dolce collina ma una montagna di quelle di Marte con altezze incredibili (Olympus Mons,24 km di altezza).

Mai mi sono illusa che sarei diventata ricca però desideravo comunque comprarmi una piccola casa e avviare una mia attività, pensavo che un giorno ce l’avrei fatta, lavorando sodo.

Invece ai giorni nostri, in Italia, quando vieni scaraventato nel mondo del lavoro dopo la laurea cominci a chiederti cosa ne sarà di te: cominci a comprare libri che trattano di argomenti come non pensare al domani e vivere giorno per giorno, perchè lo stipendio è così basso da impedirti veramente ogni possibilità di futuro e anche di presente, e i genitori devono aiutarti a fare fronte alle spese che affronti per andare a lavorare.

Spesso non si sa, anche da Atei, a che Santo votarsi.

Se faccio come dice il ministro, e vado al mercato a scaricare frutta, farò la cosa giusta? potrò riprendere il mio lavoro dopo o perderò tutta la pratica accumulata? o molto semplicemente mi adeguerò e metterò i sogni nel cassetto?Volere fare il mio lavoro dimostra che sono pigra? Devo partire dall’Italia e sdradicarmi? Devo partire dal mio mondo e spezzarmi il cuore? Devo rimanere e lottare? ogni tanto penso che qui tra poco non rimarrà più nessuno,  tutti pian piano gettano tristemente la spugna, e io francamente li capisco bene.

Ecco l’unica mia domanda in tutta questa storia di orge del premier, che francamente sta nauseando:  perchè il mio lavoro, un lavoro per il quale è richiesta una laurea, una specializzazione, anni e anni di sacrifici, vale zero rispetto a quello di una escort? Non vale almeno un contratto stabile, e 1200 euro al mese? ( Non scherzo se dico che ora come ora Mi sentirei non ricca ma sicuramente più tranquilla con una cifra del genere, lontana varie centinaia di euro dal mio stipendio attuale). e questa io non la chiamo dignità ma incazzatura davanti all’ingiustizia: il mio lavoro è utile a molte persone e non vale nulla. La patonza della nipote di Mubarak,  della miss Montenegrina, di Noemi e di tutto l’esercito di Veline è una merce pregiatissima invece. Sarà una patonza placcata oro 24 carati, o solo a vederla ti vengono 20 orgasmi. Misteri della vita.

Ora guadagno una cifra che per metà va via in benzina, soldi per stare tutto il giorno fuori perchè sono una pendolare doc,  e il resto non mi permette non solo di chiedere un mutuo, ma non mi permette neanche di pagare un affitto di una stanza. Attività mia poi…con quali soldi?

Come ho sentito dire alla Dandini: era meglio fare un corso di Lap Dance o farsi il mazzo tanto studiando e studiando e studiando?

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